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Recapitabilità

Verificare un dominio in Google Postmaster Tools

Risposta breve

Scopri come aggiungere e verificare il dominio email in Google Postmaster Tools pubblicando il record TXT corretto nei DNS.

Come verificare un dominio di invio in Google Postmaster Tools

1. Verifica il dominio esatto usato per inviare le email

Parti dall’indirizzo che i destinatari vedono nel campo Da. Se una campagna viene inviata da news@example.com, il dominio visibile nel campo Da è example.com. Di solito, è questo il dominio da verificare in Google Postmaster Tools.

Non confonderlo con il dominio dell’infrastruttura del servizio di invio. Un provider può recapitare i messaggi tramite i propri server, ma questo non significa che il suo dominio sia quello mostrato ai destinatari. Controlla anche se viene usato un sottodominio di invio: ai fini della verifica, offers.example.com è distinto da example.com. Usa il dominio corrispondente al flusso di posta che vuoi monitorare.

Controlla un messaggio reale, non solo una bozza della campagna. Apri le intestazioni complete e confronta l’indirizzo Da con i domini usati per l’autenticazione, come SPF e DKIM. Questi domini di autenticazione possono essere diversi da quello visibile nel campo Da: annotali tutti prima di procedere. Se devi rivedere la configurazione, consulta questa guida alla configurazione dell’autenticazione email, che illustra i record correlati.

2. Controlla se il dominio è già presente in Postmaster Tools

Accedi a Google Postmaster Tools con l’account Google che dovrebbe gestire il dominio. Prima di aggiungere qualsiasi cosa, controlla l’elenco dei domini già presenti. Una voce esistente potrebbe appartenere a un collega, a un’agenzia o a un account ancora gestito dalla tua azienda.

Una verifica rapida può evitare di duplicare il lavoro. Chiedi al team marketing o IT se il dominio è già stato aggiunto e controlla che sia scritto esattamente allo stesso modo, compreso l’eventuale sottodominio di invio. example.com e offers.example.com non sono voci intercambiabili.

Se il dominio è presente ma non riesci ad accedere ai dati, non pensare subito che la verifica non sia riuscita. L’attuale proprietario potrebbe dover concedere l’accesso al tuo account. Scopri chi controlla quell’account prima di creare un’altra voce o modificare i record DNS.

3. Aggiungi un dominio a Google Postmaster Tools

Per aggiungere un dominio a Google Postmaster Tools, seleziona nella dashboard l’opzione per aggiungere un dominio e inserisci quello esatto, individuato nelle intestazioni del messaggio. Scegli il dominio principale se invii email da indirizzi come news@example.com; scegli il sottodominio se i destinatari vedono indirizzi come news@offers.example.com.

Google fornirà un record DNS di verifica, in genere un record TXT. Lascia aperta la dashboard oppure copia il record in una nota di lavoro protetta. Ti serviranno sia l’host o il nome del record, sia il relativo valore. Basta un solo carattere mancante perché Google non riesca a trovarlo.

Le etichette della dashboard e i passaggi di verifica possono cambiare: segui quindi le istruzioni visualizzate al momento nel tuo account. Non usare un record tratto da una vecchia guida alla configurazione o da un altro dominio. Pubblica il valore che Google mostra per la tua voce.

Molte persone cercano come verificare un dominio in Google Postmaster Tools quando arrivano a questo passaggio. In pratica, bisogna aggiungere il dominio corretto, pubblicare esattamente il record TXT fornito da Google e tornare alla dashboard per controllare l’esito.

4. Completa la verifica del dominio in Google Postmaster Tools tramite DNS

Accedi al servizio che ospita i record DNS del dominio. Potrebbe essere il registrar, un provider DNS gestito o una piattaforma cloud; non è necessariamente l’azienda che ospita il sito web. Se non sei sicuro, chiedi a chi gestisce il DNS prima di apportare modifiche.

Per aggiungere un record TXT per Google Postmaster Tools, crea un record usando l’host o il nome e il valore mostrati nella dashboard. Copia entrambi i campi esattamente. Alcune interfacce DNS aggiungono automaticamente il nome del dominio al campo host, mentre altre richiedono un nome completo; consulta le istruzioni del provider per evitare di pubblicare il record con un nome host errato.

Non sostituire i record TXT esistenti. Un dominio può avere diversi record TXT per servizi distinti, tra cui SPF e altri controlli di verifica. Aggiungi il nuovo record come voce separata, a meno che il provider DNS non indichi esplicitamente una procedura diversa. Se l’interfaccia richiede un TTL, usa il valore predefinito del provider o quello consigliato dall’amministratore DNS.

Questa verifica dominio email tramite DNS richiede che Google possa trovare il record nel DNS pubblico. Salvare il record nel pannello di controllo non garantisce che sia già visibile ovunque. La propagazione delle modifiche DNS può richiedere tempo, a seconda del provider e delle impostazioni dei record esistenti: evita quindi di indicare tempi fissi.

5. Conferma la verifica e risolvi eventuali problemi senza rischi

Torna in Postmaster Tools e avvia il controllo di verifica dalla dashboard. Se il dominio non viene confermato, confronta il record mostrato con quello DNS carattere per carattere. Controlla che non ci siano spazi in più, valori troncati o virgolette aggiunte dall’interfaccia DNS.

Verifica poi di aver modificato la zona DNS autorevole. Un’azienda può avere registrato example.com presso un registrar, ma delegare la gestione DNS a un altro provider. Aggiungere un record TXT nel pannello DNS inattivo del registrar non servirà se i nameserver del dominio puntano altrove.

Controlla attentamente il nome host. Un record destinato al dominio principale potrebbe finire sotto postmaster.example.com se il pannello DNS aggiunge automaticamente il dominio. Al contrario, un provider potrebbe richiedere un valore vuoto o speciale per il dominio principale. Segui il formato indicato dal provider e, se l’amministratore ne ha uno disponibile, usa uno strumento di ricerca DNS.

Attendi che il record diventi visibile prima di modificarlo ripetutamente. Ogni modifica può rendere più difficile individuare il problema, soprattutto quando il pannello DNS mostra il valore salvato ma le ricerche pubbliche restituiscono ancora quello precedente. Se il record è corretto e visibile, ma la dashboard segnala ancora un problema, consulta nuovamente le istruzioni aggiornate di Google oppure contatta l’amministratore dell’account.

Annota brevemente il dominio, il provider DNS, la data della modifica e la persona che l’ha effettuata. Queste informazioni daranno al team un punto di partenza se il dominio viene trasferito o se in futuro occorre intervenire sulla verifica.

6. Definisci proprietà e accessi per il team giusto

Scegli un account Google che l’organizzazione possa mantenere nel tempo, invece di affidare la proprietà esclusivamente all’account personale di un dipendente. Un account aziendale o associato a un ruolo può ridurre i disagi quando un responsabile marketing lascia l’azienda. Assicurati che sia possibile recuperare l’account tramite le normali procedure di sicurezza dell’organizzazione.

Concedi ai colleghi l’accesso tramite le opzioni disponibili nella dashboard, invece di condividere un’unica password. Limita il ruolo di proprietario a chi può coordinare le modifiche al dominio e al DNS. Un collega che deve solo consultare i report potrebbe non aver bisogno dell’autorizzazione a gestire il dominio.

Se al momento un’agenzia gestisce le email, concordate per iscritto chi è proprietario della voce in Postmaster Tools e cosa succederà alla fine del contratto. Prima di rimuovere l’account dell’agenzia, assicurati che un account interno possa ancora accedere al dominio. Fai lo stesso controllo quando un dipendente cambia ruolo o lascia l’azienda.

Le prestazioni delle email dipendono anche dalle pratiche di gestione delle liste e dai feedback dei destinatari, non solo dall’accesso alla dashboard. Il team può consultare le buone pratiche per la recapitabilità delle email · YourTrend insieme alle procedure per Postmaster Tools.

7. Chiarisci cosa dimostra la verifica e cosa no

La verifica dimostra che l’account Google ha attestato il proprio controllo del dominio ai fini di Postmaster Tools. Da sola, però, non autentica le email in uscita. SPF, DKIM e DMARC richiedono configurazioni e verifiche specifiche; anche un dominio verificato può avere problemi di autenticazione.

La verifica, inoltre, non garantisce che i dati compaiano nella dashboard. La disponibilità dei report dipende dai dati di Google e dalle condizioni necessarie per mostrarli. Un dominio appena aggiunto potrebbe non presentare subito grafici utili.

La verifica non certifica neppure che i messaggi arrivino nella posta in arrivo. Le email possono comunque essere filtrate a causa delle segnalazioni dei destinatari, della qualità della lista, delle modalità di invio o del contenuto. Usa Postmaster Tools come una delle fonti di informazioni e confronta i dati con i log di recapito e i risultati delle campagne. Per i messaggi operativi, i team possono anche consultare la gestione degli eventi tramite i webhook email per le email transazionali.

Tieni presente la distinzione: il record TXT dimostra il controllo del dominio ai fini di questo servizio Google, ma non garantisce che i messaggi arrivino nella posta in arrivo. Ecco perché la verifica del dominio dovrebbe rientrare in una routine più ampia di monitoraggio delle email, senza sostituire i controlli di autenticazione o una gestione attenta delle liste.

Termini spiegati nel glossario: SPF · DKIM · DMARC
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